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CHI SONO

Una curiosa storia...

Nasco in provincia di Milano e, per molti anni, la fotografia non ha fatto parte della mia vita.

 

Da bambino preferivo giocare con le macchinine, andare in bicicletta e lasciare che fosse mio padre a utilizzare la sua macchina fotografica.

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Cresciuto negli anni ’80, divido il mio tempo tra scuola, videogiochi, il mio gruppo musicale e le serate con gli amici nei locali milanesi.

 

Sono anni di leggerezza e sperimentazione, in cui la creatività trova spazio soprattutto nella musica.

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All’inizio degli anni ’90 ottengo un impiego a tempo indeterminato in una piccola azienda commerciale di Milano.

Questo mi consente di raggiungere una prima indipendenza e di dedicarmi alle mie passioni: la moto, la chitarra, la scuola di musica.

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Negli anni 2000 cambio lavoro più volte fino a ricoprire il ruolo di tecnico project manager, un’attività che mi porta a viaggiare molto e ad assumermi importanti responsabilità.

 

La fotografia, tuttavia, rimane ancora lontana dai miei pensieri.​

Chi sono

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Nel 2010, un incidente in moto e la conseguente frattura del perone mi costringono a fermarmi per diversi mesi.

 

È un momento di pausa forzata che si trasforma in occasione di riflessione e scoperta.

Mi dedico a nuovi interessi: produzioni musicali, cucina, scacchi, perfino un piccolo orto sul balcone.

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Un giorno, quasi per caso, trovo nel cassetto della mia compagna una fotocamera compatta.

Inizio a usarla per rendere le giornate più stimolanti.

 

Ciò che mi affascina non è solo l’automatismo, ma soprattutto la possibilità di scattare in manuale, sperimentando tempi e diaframmi.

 

Scopro il piacere di costruire un’immagine, di controllarne la luce, di raccontare qualcosa attraverso un’inquadratura.

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Il giorno successivo sono già in libreria ad acquistare i primi testi di fotografia.

 

Dopo pochi mesi mi iscrivo all’Istituto Italiano di Fotografia di Milano e, quasi naturalmente, inizio a lavorare come fotografo, realizzando i miei primi servizi con modelle e ritratti a Milano.

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Da allora la fotografia è diventata il mio linguaggio.

Amo osservare, ascoltare e sintetizzare l’essenza di una persona in un dettaglio, in un gesto, in uno sguardo.

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Se dovessi descrivermi con una sola frase, forse sceglierei questa:
“Passo sempre il piatto al cameriere.”

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Un piccolo gesto che racconta attenzione, rispetto e cura per gli altri... valori che porto con me anche nel mio lavoro.

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